
In ogni istante della nostra vita siamo con un piede nella favola ed uno nell'abisso...
(Paulo Coelho)
Spuma in Non ho fatto in temp...
LSPVestal in Non ho fatto in temp...
Spuma in Non ho fatto in temp...
perturbamento in Non ho fatto in temp...
Spuma in Ho bisogno di fare, ...
Mo2 in Ho bisogno di fare, ...
Spuma in Ho bisogno di fare, ...
LSPVestal in Ho bisogno di fare, ...
abreast in Ho bisogno di fare, ...
perturbamento in Ho bisogno di fare, ...
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Laura immaginaria Antonio Zoppetti In copertina: Marta Barocci, Airanigammi Arual, 2004 Ho finito ora di leggere, tutto d'un fiato, l'ultima opera di Antonio Zoppetti, da noi tutti conosciuto come Zop. Un libro che è un testimone urlante di quella letteratura combinatoria tanto cara a Zop e che ha i suoi precedenti in Calvino e Queneau, arricchita però dall'esperienza del web, nel quale il nostro amico blogger si muove con grande familiarità.
Laura immaginaria
Casa editrice Palomar, Bari 2004
pagine 176
prezzo 10,00 euro
Sulla struttura dell'opera e le modalità, infinite, di lettura avete già a disposizione numerose parole spese da altri. Una per tutte la recensione che ne fa Ella su Bloggerscrittori.
Ma io credo che, per quanto geniale, lo stile, la forma, non possono essere l'unico punto d'interesse di una lettura, altrimenti ci andrebbe bene di leggere anche semplicemente i fumetti di Topolino con finali diversificati e scelti dal lettore. Zop lo sa, e ci dà anche i contenuti. L'intreccio di vite, le coincidenze che avvicinano le vicende di uno a quelle dell'altro, la realtà crudele che spesso ci rende invisibili, l'abitudine umana di riportare gli eventi alla propria esperienza, dando luogo ad interpretazioni spesso errate, nell'ineluttabile incapacità di conoscere i reali motivi delle cose. In questo libro ritroviamo la grande verità che ogni azione dell'uomo è concatenata a quelle di chiunque altro, ed ha conseguenze scononosciute sulle vite altrui.
E poichè la lettura è un momento di grande individualismo ed avviene, anch'essa, secondo il codice di un'esperienza che è necessariamente personale, e mai universale, questa mia lettura risponde in modo inequivocabile alle riflessioni che ultimamente vado facendo tra me e pochi amici.
Non voglio dilungarmi, non sono certo un critico letterario. Oserei chiudere dicendo che quest'opera, leggibile a partire da punti e motivazioni diversi, come tutte le opere che mi piacciono molto, ha intorno a se' un'aura di specialità, di richiamo. L'aura immaginaria.
